Arigatò

Qualche giorno fa gironzolavo per il centro di Wimbledon e sono finito in una delle sue più grosse librerie. Ovviamente c'ho perso le ore, visto che le librerie sono i miei negozi preferiti dopo i negozi di giocattoli. Entrato nello shop, subito ho cominciato a sentire le voci dei libri:
- Comprami e ti raccoterò la storia di Lady Diana!"
- No non andare da lui vieni da me che ti raconto come cucinare le budella del tacchino in 32 modi diversi!"
- No!, vieni da me che ti racconto le più belle favole sulla principessa Patata!
Generalmente reputo le librerie come uno dei posti più silenziosi dopo le chiese e casa di mia nonna. Silenziosi per il lingaggio parlato! Perché ogni volta che entro dentro una libreria sento i libri urlare e la mia testa si riempie di un sacco di voci. Non so dove guardare, non c'è spazio per i miei pensieri, solo le migliaia di parole di tutti quei libri che provano a rubare la mia attenzione.
Ogni volta che esco da una libreria (anche di libri scritti solamente in giapponese) mi trovo il portafogli meno gonfio e una busta ripiena... e penso:
- Doh! Mi sono lasciato incastrare di nuovo!
Ma la storia è un'altra.

Ero lì (alla libreria di Broadway rd) a fare la fila per pagare il mio nuovo libro su come diventare maghi e stregoni (Wizardology è il titolo.. sicuramente ha usato una stregoneria per farsi tirar fuori da uno scaffale polveroso...) e mi sono trovato a parlare con il dvd Donnie Darko. Donnie il quale mi stava parlando di quanto fosse fantastica la sua colonna sonora (che ovviamente ho comprato... (Doh! Di nuovo!) quando il tizio alla cassa mi fa un cenno.
Il tizio, sulla cinquantina, assomigliava ad Indiana Jones senza cappello e frusta, ma con una coda da cavallo bianca e un pizzetto gaiardo.

Io dico - Hallo!
Lui dice - Hallo!
Io porgo il libro che ho scelto.
Lui mi dice: - Thank you! 12.99 paunds.
Io gli allungo i soldi.
Lui mi dice: - Thank you!
Io gli dico: - Thank you too!
Lui mi dice: - One bag for you!
Io sorrido.
Lui mi porge la busta con il libro e dice: - Thank you!
Io gli dico: - Thank you!
Lui mi dice: - Thank you!
Io gli dico: - Bye!
Lui mi ridice: - Thank you!
Io sono uscito. Pensando quanti thank you avrebbe ancora detto prima di baciarmi i piedi...

Durata della "conversazione": 2'32''.
E quasi due minuti di thank you.

Ho fatto un po' il paragone con l'Italia e devo dire che "grazie" te lo dicono solo mezza volta, ma anche questa è un'altra storia.
Dopo mi sono chiesto:
- Se avessi saputo meglio l'inglese avrei potuto discutere con lui di economia?
Ma poi ho pensato che non l'avrei fatto. Neanche in Italia.

Poi, mentre camminavo mi è balenata una storiella breve:

Titolo: Arigatò

Siamo in giappone... patria dei bastoncini di legno, gli zoccoli, del maggior numero di fotografie scattate nel mondo e degli inchini.
Un uomo giapponese cammina bel bello per strada e all'improvviso si accorge che per terra c'è una banconota di grosso taglio.
- Yup! - dice, si sfrega le mani, si piega per raccogliere la banconota e... INCRIK... colpo della strega. Bloccato dal dolore non può ne' raggiungere la banconota ne' rimettersi in posizione retta. Oltre il danno la beffa: tutti i passanti, da bravi made in jappan, si inchinano per ricambiare il saluto...

Ora, che c'entra sta storiella con quello che dicevo prima? Semplice... spesso la gente pensa che tu pensi qualcosa invece stai pensando qualcos'altro e loro non si aspettano che tu pensi ad altro e pensano che tu stia pensando a quello che pensano loro.