Jungine - Viaggio nel serpente a pois
C'era una volta un ragazzo di città di nome Weegi. Uno di tanti, ma come lui pochi
perché era considerato da tutti un eterno bambino. All'epoca Weegi aveva ormai l'adulta
età di 26 anni e ancora si permetteva di giocare con le macchinine ed entrare nei
negozi di giocattoli per comprare qualcosa per sé.
Weegi, per una volta, si prese la briga di non entrare nel suo negozio preferito
- Toy 0-99, giochi per tutte le età - ma di provare a fare un po' l'adulto ed entrare
nella libreria del suo quartiere: Book 0-99, libri per tutte le età.
Tra gli scaffali Weegi passeggiava un po' stupito dal nuovo mondo di carta. Stava
per farsi ingoiare da uno di quei libri in tre dimensioni quando i suoi occhi vennero
rapiti da un titolo: Trip 0-99, viaggi per tutte le età.
Era un libro fotografico fatto come un vocabolario e cioé in ordine alfabetico dove
in ogni pagina c'era un paese e relative foto. Lo sfogliò e vide le meravigliose
foto di un meraviglioso mondo ancora da esplorare. Così pensò di aprire il libro
a caso e andare in quel paese. E così Weegi fece: chiuse il libro e lasciò che si
aprisse da solo.
Jungine era il paese scelto dal volumone colorato. C'era solo una foto da lontano:
una torre con sopra un orologio che governava una città ingoiata da una giungla
e costruita su una piccola lingua di terra nel mare.
Weegi lesse quello che sul libro c'era scritto:
- A Nord-Sud-Est-Ovest dell'oceano Pacifico-Indiano-Atlantico c'é l'incredibile
Peninsula di Jungine.
- Wow - urlò di entusiasmo Weegi - Non mi poteva capitare paese più strano e misterioso!
Così andò di corsa a casa, preparò le valigie e partì.
Il viaggio era lunghissimo. Il ragazzo dovette prendere aerei, treni, pulman, taxi
e un serpente...
Quando Weegi si trovò al cospetto di un serpente della grandezza di un treno nella
stazione ferroviaria di Qualchepposto perse il fiato.
Il serpente era verde con i pois celesti, e nei pois si potevano intravedere i volti
dei passeggeri.
- Un serpente enorme che trasporta persone! Ed è vivo! - disse Weegi.
La gente entrava dalla bocca e il serpente aveva l'aria che si stesse gustando dei
biscotti alla vaniglia...
Il primo pensiero di Weegi era quello di tornare a casa. Poi però venne spinto dalla
baraonda di persone ritardatarie che avevan paura di perdere il serpentreno e si
trovò nella pancia verde del rettilone.
Dentro era un vero e proprio treno, con sedili di pelle (di serpente ovviamente),
finestrini (i pois), posto per le valige e passeggieri che passavano il tempo leggendo
il giornale o ascoltando musica nelle cuffiette.
Weegi si sedette accanto un pois-oblò e si gustò la partenza.
Tutti noi conosciamo il funzionamento di un treno: viaggia dritto su binari di ferro.
Anche i serpentreni si muovono su rotaie di ferro, ma come i serpenti... a zig-zag.
Sei ore di zig-zag e mal di stomaco dopo, il rettilone entrò in un tunnel scavato
in una montagna e uscì pochi istanti dopo dall'altra parte. Weegi potè finalmente
vedere con i suoi occhi Jungine e riconoscere la torre dell'orologio vista in foto.
Al capolinea tutti i passeggeri vennero rigurgitati fuori dal serpentreno come se
fossero un boccone andato di traverso... e Weegi si trovò davanti Jungine.
Era una piccola penisola divisa dal resto del mondo da una montagna e per il resto
era circondata dal mare. Era una città dove le strade invece dell'asfalto erano
fatte d'erba, i palazzi invece del cemento erano di pietra, e le macchine... erano
bizzarri animali.
Gli autobus erano grandi elefanti con una porta da autobus sulla pancia e quando
entri ci sono i sedili. E' l'elefante che manovra tutto: dal chiedere il biglietto
a guidare a suon di passi elefantici fino alla prossima fermata.
Una nocciolina corrisponde ad un viaggio e il passeggero la consegna al proboscidone
che è lì per risucchiare la tassa.
Invece delle automobili la gente si muoveva dentro grossi scimpanzé.
Quegli animali di certo non andavano a petrolio... il carburante era diverso a seconda
dell'animale-macchina. Gli elefanti andavano a verdura e agli scimpanzé si mettevano
le banane nel serbatoio. E via dicendo per tutte le altre specie animacchine.
- Sembrano animali veri, ma non possono esserlo! - pensò Weegi rimanendo a bocca
aperta.
Sbalordito non guardò dove stava andando e attraversò senza accorgersene la strada-prato...
e inciampò su una gingantesca cacca di elefantebus.
FINE PRIMA PARTE...?