Il mondo Tanto Tondo

Un giorno lo stregone del mondo Tanto Tondo si inalberò perché la terra puzzava di gas nauseabondi e così disse:
"Diamo una bella ripulita!" e sommerse tutto con litri e litri d'acqua.
Gli abitanti del mondo Tanto Tondo per evitare di annegare si rifugiarono tutti sulla collina Irta che era il colle più alto del mondo. Sul punto più alto del colle c'era un albero chiamato Fagiogiò amico dei poeti, degli scrittori e dei cantanti.

Passò un po' di tempo e mentre i pesci popolavano le città sommerse, gli uomini, sull'unico pezzo di terra emerso, decisero di ricostruire le loro città. Ma siccome c'era poco spazio bisognava costruire in altezza. E, sempre perché c'era bisogno di spazio, Fagiogiò andava sacrificato. I poeti, gli scrittori e i cantanti dovettero trovare un nuovo posto dove giocare con i loro pensieri.
Al posto di Fagiogiò gli uomini costruirono una torre di 1258 piani. Ci piazzarono in mezzo un bell'ascensore e così non dovevano fare le scale.

Passò ancora tempo e lo stregone di facile incazzatura tornò.
"Cos'è questo enorme torrone?!" disse.
Siccome al mago i torroni non piacevano, fece un nuovo incantesimo:
"Che a tutti li pesci de lo mare spuntino le gambe e si gonfi lo cervello!" disse agitando il suo lungo bastone. E se ne andò perché era lunedì e c'era il poker tra gli stregoni dell'universo Tanto Tondo.

I pesci, presi dalle loro nuove capacità mentali e motorie, decisero che il solo mare non bastava più e vollero conquistare la terra emersa. Chi c'era nella terra emersa? Ovviamente il lungo torrone degli uomini...

Il problema era che i pesci non potevano respirare fuori dall'acqua. Così, grazie al nuovo cervello, trovarono la soluzione ai loro problemi. Si misero un casco in testa e lo riempirono d'acqua.
Dopodiché niente li poté più fermare. Eserciti di pesci con un acquario per respiratore attaccarono il torrone e lo conquistarono, mentre gli uomini erano costretti a trovare la salvezza tuffandosi nel mare.

Lo stregone tornò. E siccome aveva perso tutto al pocker era più incazzato del solito. Vide il grosso casino che avevano combinato i pesci e fece un nuovo incantesimo.
"Che li pesci vengano trasformati in omini, che li omini vengano trasformati in li pesci e che lo lungo torrione si lo trasformi in uno faggio!" pronunciò il potente mago.
 Dopodiché lo stregone si bevve mezzo mare. Poi se ne andò perché aveva un forte bisogno di andare al bagno.

Le città del Mondo Tanto Tondo riemersero e tutti vissero felici e contenti al loro posto. Finché non tornò lo stregone...