Queue
C'era una volta una lunga fila alla posta. Era il giorno del ritiro della pensione
e delle scadenze delle bollette. Era il giorno dei pagamenti universitari e delle
multe. Era il giorno della coda. Era il giorno in cui tutti, almeno una volta nella
vita, siamo incappati. E le persone accodate, oltre a pensare male di tutto e di
tutti, pensano anche come sarebbe bello il mondo senza file. Come sarebbe bello
il mondo se si potessero pagare le tasse seduti comodi comodi su una poltrona di
pelle e piume sventolati da tre geishe (o tre schiavi se siamo donne).
La soluzione
a quel tempo come oggi non c'era. Ancora non erano i tempi del miracolo elettronico,
quindi le file si facevano e i calli ai piedi erano tutt'altro che virtuali. Quel
giorno accodati c'erano proprio tutti! Dalla regina d'Inghilterra (che doveva pagare
una multa per senso vietato) a Freddy Mercury (schiamazzi notturni), da Michael
Schumacher (eccesso di velocità) al ragionier Mario Rossi (bolletta del telefono
da 10.000 sterline per telefonate erotiche). Tutti in un'unica, lunghissima, interminabile
fila alla posta!
Il bello delle file è che ognuno non ha altro da fare che aspettare e così si inventa
qualcosa per passare il tempo. C'e' chi fa conoscenza con quello davanti; c'e' chi
si porta da leggere; c'e' chi ascolta musica; c'e' chi cerca un'idea nella propria
testa; c'e' chi fa i peti (e pensa: "tanto nessuno sapra' che sono stato io"); c'e'
chi sviene, perche' quello davanti l'ha sganciata, e cade all'indietro creando l'effetto
domino. Tutti giù per terra uno dopo l'altro. C'e' chi si arrabbia con tutto e tutti.
E purtroppo si arrabbia ad alta voce.
Questa e' proprio la storia di un tizio sulla quarantina senza capelli (e quei pochi
sono unti) con la panza da birra. Non vi descrivo altro. Il tipo in questione si
spazientì per la lunga coda e comincio' a bollire come un vulcano. Parole grosse
e parolacce contro le file, le persone che erano in fila, gli addetti allo sportello,
i postini, contro il mondo e i pianeti, contro la terra, l'acqua, il fuoco e il
vento. Proprio contro tutto.
Tutti nella fila lo sentivano, tutti nella fila cercavano di far finta di niente.
Ma piu' la gente faceva finta che non esistesse piu' lui faceva la voce grossa.
Il teatrino ando' avanti per parecchio finche' qualcuno decise di fare qualcosa.
Fu una vecchietta un po' particolare vestita di nero, il naso aquilino, le sopracciglia
folte come un cespuglio e una scopa in mano. Si avvicinò al tipo alzo' la mano destra,
rivolse il palmo verso l'alto come se stesse mostrando qualcosa alla persona che
aveva davanti, soffio' sulla mano in direzione del viso dell'uomo e una strana polvere
multicolore avvolse la testa dell'uomo.
Il tizio smise di parlare e comincio' a starnutire come se avesse aspirato una scatola
intera di pepe. Mentre lui starnutiva la strana vecchietta soddisfatta si rimise
in fila.
Duecentosette starnuti dopo il tipo si riprese. Alzo' gli occhi, si guardo' intorno
e... nella sua testa stava già eruttando il suo rosario... apri' la bocca e... inizio'
col pronunciare la prima lettera di una delle sue parolacce preferite e... BOWL...
al posto della parolaccia comparì nella sua bocca una pallina multicolore della
grandezza di un limone. Tutta le persone della fila rimasero a bocca aperta come
quasi per mimare il grosso faccione del tipo. L'uomo sputo' per terra la pallina
e tutti seguirono con lo sguardo quello strano oggetto rimbalzare sul pavimento.
"MA CHE C...BOWL!" disse l'uomo sputando un'altra pallina multicolore.
Da quel momento in poi tutte le parolacce che avrebbe detto in futuro divennero
palline colorate. Per qualche minuto la scena era questa: tutte le persone uscirono
dalla fila per vedere meglio la scena di un uomo che più che un uomo sembrava un
fontanone che zampillava tante palline. Il tipo ci mise parecchio a capire che era
meglio se avesse tenuto la bocca chiusa. Quando lo capi' penso di scappare via.
Peccato che come muoveva un passo capitombolava giu' come un sacco di patate perche'
inciampava sulle sue parolaccie.
Applausi alla vecchietta che, invece di starsene lì a fare finta di non ascoltare,
prese una decisione.
Ora siamo nel futuro... un futuro collegato a quella vicenda... dove si decise di
cominciare a costruire case con le palline colorate... risolto il problema dei senza
tetto...